Un gregge di pecore che risolve un caso di omicidio in un villaggio inglese. Potrebbe sembrare l’incipit di una favola surreale, eppure Pecore sotto copertura è un progetto cinematografico reale, costruito attorno all’adattamento del romanzo Three Bags Full della scrittrice tedesca specializzata in gialli Leonie Swann.
Il film mescola elementi familiari al pubblico che ha amato Babe, la commedia corale di “Il club dei delitti del giovedì” e persino qualche eco di La collina dei conigli. A dirigere è Kyle Balda, veterano della saga Cattivissimo me, mentre la sceneggiatura porta la firma di Craig Mazin. Al centro della storia c’è George Hardy, interpretato da Hugh Jackman: un pastore che vive in una roulotte americana parcheggiata nel suo campo, nel villaggio di Denbrook. George alleva le sue pecore esclusivamente per la lana, mai per la carne, distinguendosi così dalle logiche dell’agroindustria locale che vorrebbe mettere le mani sulla sua terra.
La particolarità del rapporto tra George e il suo gregge è duplice. Da un lato, il pastore non utilizza cani da pastore ma gestisce gli animali attraverso un legame istintivo. Dall’altro, intrattiene le pecore leggendo loro storie di detective ogni sera. Quello che George non sa, e che il pubblico scopre fin da subito, è che le pecore comprendono perfettamente la lingua, anche se non possono parlarla. Tra loro ci sono Lily, Mopple, Sir Richfield e Sebastian.

Quando nel villaggio viene commesso un omicidio, l’intera comunità è sconvolta. Tra i sospetti c’è Rebecca Hampstead (Molly Gordon), una visitatrice americana, mentre un giornalista curioso di nome Elliot Matthews (Nicholas Galitzine) inizia a ficcare il naso. Il caso attira anche l’attenzione di Lydia Harbottle, temibile avvocato della vittima interpretato da Emma Thompson in un cameo pungente e divertente. Ma gli unici abitanti di Denbrook davvero in grado di risolvere il caso sono proprio le pecore, che iniziano a raccogliere indizi e a comunicare con belati strategici fino a far intuire agli umani la direzione giusta.
Accanto a Jackman e Thompson, il film schiera un cast corale di volti noti. Nicholas Braun il cugino Greg di Succession, interpreta Tim, un poliziotto locale non proprio brillante, sfoggiando un accento britannico convincente. Ci sono poi Conleth Hill nei panni di un macellaio locale, Tosin Cole come agricoltore rivale e Hong Chau in quelli di una scontrosa postina.
La sfida tecnica del film sta nell’integrazione tra attori in carne e ossa e pecore create digitalmente con tecnologie avanzate. Come in Babe, l’effetto parlante viene ottenuto attraverso animazioni digitali applicate ad animali reali o modellati al computer. La tecnologia utilizzata è descritta come di livello superiore rispetto ai predecessori del genere, pur mantenendo l’ambiguità tipica di questa categoria di film: funziona per chi accetta la sospensione dell’incredulità, meno per chi fatica a trovare credibili gli animali parlanti.
L’ambientazione scelta è quella di un villaggio inglese tradizionale, Denbrook, avvolto però in una luce solare che sembra più californiana che britannica, probabilmente frutto di una post-produzione digitale marcata. Questo contrasto visivo contribuisce a creare un’atmosfera che oscilla tra il realistico e il fiabesco, in linea con il tono generale del progetto.

La narrazione procede velocemente dopo l’omicidio, evitando di indugiare troppo sul trauma o sulla tristezza. Nonostante il film incoraggi il pubblico a investire emotivamente su un personaggio che viene ucciso, più di quanto accada nei gialli tradizionali, la storia passa rapidamente alla fase investigativa, dove le pecore diventano protagoniste assolute. Il loro percorso non è solo risolutivo del crimine, ma anche di crescita: il gregge si trova a dover abbandonare la sottomissione e il conformismo che hanno caratterizzato la loro esistenza nel campo, affrontando per la prima volta l’idea di lasciare il luogo che hanno sempre conosciuto.
Il risultato finale è un film dalla natura ibrida: commedia familiare, giallo accogliente, favola moderna con protagonisti animali. L’umorismo è leggero, le situazioni spesso assurde, ma la struttura narrativa segue i codici del giallo classico. Le pecore fiutano indizi, elaborano ipotesi, comunicano in modo criptico con gli umani e infine svelano l’identità del colpevole.
La scelta di trasformare un romanzo tedesco di successo in un film a budget hollywoodiano con un cast internazionale e un regista proveniente dall’animazione rappresenta una scommessa su un genere non particolarmente affollato: il giallo con animali investigatori pensato per un pubblico trasversale, capace di intrattenere bambini e adulti. Se Babe aveva stabilito un precedente con il maialino parlante negli anni Novanta, Pecore sotto copertura prova a riattualizzare quella formula applicandola al mondo del crimine.
Con l’uscita prevista per il 7 maggio 2026, il film si inserisce in una stagione cinematografica che vedrà diverse proposte family-friendly competere per l’attenzione del pubblico. Resta da vedere se un gregge di pecore investigatrici riuscirà a conquistare il botteghino tanto quanto ha conquistato i lettori del romanzo originale e i presupposti per essere un successo ci sono tutti. Il film è davvero esilarante con parecchi spunti di genialià.
Scheda tecnica
Cast principale
- Hugh Jackman – George Hardy
- Emma Thompson – Lydia Harbottle
- Molly Gordon – Rebecca Hampstead
- Nicholas Galitzine – Elliot Matthews
- Nicholas Braun – Tim Derry
- Arianna Cavriotto – Zora
- Ciro Priello – Mopple












