Sony Pictures ha messo ufficialmente in lavorazione Django/Zorro, progetto che segna il ritorno cinematografico del cacciatore di taglie interpretato da Jamie Foxx in Django Unchained. Il film rappresenta la trasposizione di una storia già raccontata in forma di fumetto, pubblicata nel 2014 da Dynamite Entertainment in sette numeri e co-scritta da Quentin Tarantino insieme a Matt Wagner.
A occuparsi della sceneggiatura sarà Brian Helgeland, vincitore dell’Academy Award per L.A. Confidential e autore di pellicole come Mystic River, Man on Fire e 42. Il progetto viene definito “un sequel ufficiale” di Django Unchained, il film del 2012 diretto da Tarantino che ha incassato oltre 425 milioni di dollari nel mondo e conquistato due Oscar.
La storia riprende alcuni anni dopo gli eventi del primo film. Django, ancora attivo come cacciatore di taglie nel Southwest americano, incontra per puro caso Diego de la Vega, versione invecchiata del personaggio interpretato da Anthony Hopkins in La maschera di Zorro del 1998. L’incontro tra i due diventa l’occasione per un’alleanza inedita: Django viene assunto come guardia del corpo di Diego e si ritrova coinvolto in una missione per liberare le popolazioni indigene locali da una brutale forma di schiavitù. Nel corso della vicenda, il protagonista arriva persino a indossare la maschera di Zorro.
La sinossi del fumetto originale sottolinea come Django resti affascinato da questo personaggio insolito, il primo uomo bianco e benestante che incontra completamente indifferente al colore della sua pelle e capace di difendersi in combattimento. Il rapporto che si sviluppa tra i due ricorda quello tra Django e il dottor King Schultz, interpretato da Christoph Waltz nel film del 2012, con l’uomo più anziano nel ruolo di mentore.

Non è ancora chiaro quale versione di Zorro apparirà nel film. Nel fumetto si tratta di Don Diego de la Vega, ma l’universo cinematografico della Maschera di Zorro aveva già visto il passaggio del mantello da Hopkins ad Antonio Banderas, che interpretava Alejandro Murrieta. Il ritorno di Jamie Foxx nei panni di Django sembra invece scontato, considerando che il progetto nasce proprio come continuazione della sua storia.
Tarantino non dirigerà il film. Il regista ha dato la sua benedizione al progetto, che procederà presso Sony, lo stesso studio dove è atteso il suo ultimo film come regista. Quale sarà questa pellicola finale resta una questione aperta: Tarantino non ha ancora sciolto la riserva. Nel frattempo, ha debuttato come drammaturgo con The Popinjay Cavalier, destinato al West End all’inizio del 2027, e ha affidato a David Fincher la regia di un seguito di C’era una volta a… Hollywood incentrato sul personaggio di Cliff Booth, interpretato da Brad Pitt.
L’idea di trasformare Django/Zorro in un film aveva già circolato a metà degli anni Dieci, subito dopo l’uscita del fumetto, ma non si era concretizzata. Ora il progetto trova una nuova vita grazie all’impegno di Sony e alla penna di Helgeland, che ha dimostrato nel corso della carriera di saper gestire personaggi complessi e storie d’azione cariche di tensione morale.
Django Unchained rappresenta l’unico caso, insieme ai due capitoli di Kill Bill, in cui Tarantino ha sviluppato una storia oltre i confini di un singolo film. Il fumetto del 2014 era stato accolto come un esperimento interessante, un modo per il regista di espandere il suo universo narrativo senza necessariamente mettersi dietro la macchina da presa. Ora quel materiale diventa la base per un film che promette di unire due icone della cultura pop: il vendicatore afroamericano nato dalla fantasia di Tarantino e l’eroe mascherato creato da Johnston McCulley nel 1919.

La scelta di Helgeland suggerisce un approccio solido e cinematograficamente maturo. Lo sceneggiatore ha lavorato con registi come Clint Eastwood, Tony Scott e Brian Helgeland stesso quando è passato alla regia. La sua capacità di costruire personaggi credibili e dialoghi incisivi potrebbe essere la chiave per tradurre sullo schermo l’incontro tra due figure così diverse per origine, epoca e simbolismo.
Resta da vedere quale sarà il tono del film. Django Unchained mescolava violenza stilizzata, satira feroce e un’analisi brutale della schiavitù americana. Il crossover con Zorro apre la porta a una dimensione più avventurosa, pur mantenendo il tema della liberazione dagli oppressori. La questione della schiavitù si estende nel fumetto alle popolazioni native, offrendo una prospettiva più ampia sulla violenza sistemica dell’Ottocento americano.
Sony non ha ancora annunciato una data di uscita né confermato ufficialmente il cast oltre alla probabile presenza di Foxx. Il progetto è nelle fasi iniziali di sviluppo, con Helgeland al lavoro sulla sceneggiatura. L’attesa per ulteriori dettagli è destinata a crescere, soprattutto tra i fan di Tarantino che da anni chiedono un ritorno di Django sul grande schermo.












