Home CuriositàLillo nominato Commendatore da Mattarella: quando la risata diventa merito nazionale

Lillo nominato Commendatore da Mattarella: quando la risata diventa merito nazionale

Pasquale Petrolo riceve una delle più alte onorificenze civili italiane. L'annuncio social con ironia, dietro una carriera che ha attraversato fumetto, radio, cinema e streaming.

by Valeria Bernardo

Pasquale Petrolo, in arte Lillo, è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La nomina porta la firma del Presidente Sergio Mattarella e colloca l’attore e comico tra le personalità riconosciute dallo Stato per il contributo alla cultura nazionale.

L’annuncio è arrivato direttamente dai suoi canali social, dove Petrolo ha pubblicato una foto sorridente con il certificato ricevuto. Il commento riflette il registro ironico che lo accompagna da decenni:

«Approfitto della ricorrenza della Liberazione per ringraziare pubblicamente il Presidente Mattarella per avermi nominato “Commendatore della Repubblica” Un bel salto! Prima ero solo “ragioniere” Grazie davvero Presidente!».

Dietro la battuta, però, c’è un percorso artistico solido e stratificato. Il titolo di Commendatore rappresenta uno dei gradi più alti dell’Ordine al Merito, conferito a chi si è distinto per meriti verso la nazione nei campi della cultura, della società o del prestigio del Paese.

La formazione di Lillo non inizia davanti a una telecamera, ma dietro una matita. Negli anni Ottanta lavora come autore di fumetti per diverse testate specializzate. Quella esperienza visiva e narrativa segnerà il suo approccio alla comicità: tempi serrati, caratterizzazioni nette, una grammatica visiva che funziona anche senza parole.

La notorietà pubblica arriva attraverso la musica demenziale. Con Claudio Gregori fonda i Latte & i Suoi Derivati, gruppo che diventa il trampolino per la nascita del duo Lillo & Greg, fulcro di un’attività ventennale tra radio, televisione e teatro.

Dal 2003, il programma radiofonico 610 su Rai Radio 2 diventa uno dei format più longevi della rete, costruito su sketch brevi e un umorismo spesso surreale. In parallelo, Petrolo partecipa a programmi televisivi come Le Iene e L’ottavo nano, sia come interprete che come autore.

Nel cinema italiano, Lillo ha costruito una presenza costante. Ha preso parte a commedie corali e a progetti di grande distribuzione, spesso legati al filone natalizio: Colpi di fulmine, Colpi di fortuna, entrambi diretti da Neri Parenti, e successivamente Natale col boss e Natale a Londra – Dio salvi la regina, diretti da Volfango De Biasi.

Nel 2013 compare, in un ruolo minore, ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino, film che vincerà l’Oscar come miglior film straniero. Negli anni seguenti continua a lavorare in commedie popolari come Gli idoli delle donne, Elf Me e Con chi viaggi. Più recentemente ha collaborato con Christian De Sica in Cortina Express e Agata Christian – Delitto sulle nevi.

Nel 2021 firma anche la regia, insieme a Claudio Gregori, di D.N.A. – Decisamente non adatti, progetto che segna il passaggio dietro la macchina da presa.

Il salto generazionale arriva con la prima edizione di LOL – Chi ride è fuori, il comedy show di Prime Video che nel 2021 ha riportato Lillo all’attenzione di un pubblico più giovane e trasversale. La sua comicità fisica, i tormentoni e la capacità di creare situazioni surreali lo hanno reso uno dei protagonisti più apprezzati del format.

Quel successo ha ampliato la percezione pubblica del suo lavoro, riportando attenzione anche sulla produzione precedente e consolidando una popolarità che attraversa ormai tre decenni.

La nomina a Commendatore della Repubblica testimonia come lo Stato riconosca, sempre più spesso, il valore culturale della comicità e dell’intrattenimento di qualità. Non si tratta solo di visibilità o popolarità, ma di un contributo continuativo alla costruzione di un linguaggio condiviso, capace di attraversare generazioni e piattaforme.

Lillo Petrolo, con ironia e coerenza, ha costruito una carriera che ha saputo evolversi senza snaturarsi. E il riconoscimento istituzionale arriva proprio per questo: per aver trasformato la risata in un fatto culturale duraturo.

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