Home FilmMUBI e David di Donatello, la collaborazione per il cinema italiano emergente

MUBI e David di Donatello, la collaborazione per il cinema italiano emergente

Il cortometraggio, in Italia, resta spesso il formato in cui i registi e le registe possono permettersi di rischiare davvero.

by Martina Bernardo

Non perché sia “minore”, ma perché è concentrato, esigente, e costringe a dichiarare in pochi minuti un’idea di cinema: sguardo, ritmo, tema, rapporto con il reale. È anche per questo che la rinnovata collaborazione tra MUBI e l’Accademia del Cinema Italiano, nell’ambito dei Premi David di Donatello, assume un peso che va oltre la semplice operazione di catalogo.

Il cuore dell’iniziativa è chiaro: MUBI ha acquisito i cinque cortometraggi finalisti ai David di Donatello 2026, rendendoli disponibili in esclusiva sulla piattaforma a partire dal 7 maggio. Un passaggio che, letto in prospettiva editoriale, prova a rispondere a una domanda ricorrente nel settore: dove vivono i corti, una volta terminato il circuito di festival e proiezioni-evento? La risposta, in questo caso, è un luogo riconoscibile e accessibile, con una cornice curatoriale e una promessa di permanenza più solida rispetto alla fugacità della singola serata.

I titoli selezionati compongono un mosaico dichiaratamente vario, e la varietà non è un dettaglio. Astronauta di Giorgio Zampà, Ciao, Varsavia di Diletta Di Nicolantonio, Everyday in Gaza di Omar Rammal, Festa in famiglia di Nadir Taji e Tempi supplementari di Matteo Memè diventano, insieme, un piccolo osservatorio sul presente e sulle sue frizioni. Non serve forzare definizioni che il brief non autorizza; basta riconoscere il valore di un “gruppo” che, per provenienze e sensibilità, promette un panorama più che una linea unica. In un ecosistema culturale che tende a inseguire parole d’ordine e mode, cinque corti finalisti possono funzionare come cartina tornasole: non tanto per stabilire una direzione ufficiale, quanto per fotografare le domande che gli autori e le autrici stanno scegliendo di affrontare.

La collaborazione non si limita alla disponibilità in streaming. MUBI e Accademia costruiscono una piccola costellazione di appuntamenti che mette al centro il racconto del processo creativo, non solo il risultato finito. Il 22 aprile è prevista la registrazione live di una puntata speciale di Nostalghia podcast con i candidati al Miglior Cortometraggio, occasione pensata per entrare nelle ispirazioni e nelle scelte dietro le opere. Il 23 aprile, alle 15, la conversazione si sposta al Cinema Fiamma, in un luogo simbolico per la storia dei David di Donatello, con una tavola rotonda moderata da Mattia Carzaniga e la partecipazione di Giorgio Zampà, Diletta Di Nicolantonio, Nadir Taji e Matteo Memè. Omar Rammal, impegnato all’estero, non sarà presente ma verrà omaggiato durante l’incontro. Il 6 maggio, infine, durante la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, MUBI sarà presente con Mattia Carzaniga e Saverio Raimondo, che intervisteranno i candidati per raccontare emozioni e retroscena della serata.

Nel complesso, il disegno che emerge è quello di una “filiera” di visibilità, dal confronto pubblico alla celebrazione istituzionale, fino alla possibilità di trovare i film e vederli davvero. Il punto non è soltanto moltiplicare le vetrine; è provare a costruire contesto. Perché senza contesto, soprattutto per i formati brevi, il rischio è la dispersione: un titolo che circola tra addetti ai lavori e poi scompare, senza sedimentare un pubblico e senza nutrire una conversazione più ampia.

L’esclusiva su MUBI, in questo senso, può essere letta come una presa di posizione editoriale: il cortometraggio non come “anticamera” del lungometraggio, ma come forma compiuta che merita un’attenzione pari, e un accesso semplice. Il cinema emergente, quando funziona, non chiede solo incoraggiamento; chiede infrastrutture culturali, luoghi di incontro, e una finestra dove essere guardato con la giusta calma. MUBI e David di Donatello, con questa iniziativa, provano a mettere insieme proprio questo: visibilità, conversazione e disponibilità. Il resto, come sempre, lo faranno i film.

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