Home NewsInfinity Vision, la certificazione Disney per maxi-schermi e laser: al via con Avengers

Infinity Vision, la certificazione Disney per maxi-schermi e laser: al via con Avengers

Infinity Vision non è un “formato” ma una certificazione Disney per sale con schermi enormi, proiezione laser e audio premium. Il debutto passa dagli Avengers.

by Valeria Bernardo

Disney alza l’asticella del grande formato con Infinity Vision, un nuovo bollino pensato per identificare le sale in grado di offrire un’esperienza “extra-large” sul piano visivo e sonoro. Il punto centrale, però, è uno: Infinity Vision non nasce come tecnologia proprietaria in stile IMAX, bensì come certificazione, cioè un insieme di requisiti che alcune sale possono rispettare per rientrare nello standard.

Il battesimo è legato in modo diretto al Marvel Cinematic Universe. A settembre è previsto l’avvio con la riedizione di Avengers: Endgame, una sorta di prova generale ideale per misurare l’impatto di schermi più estesi e comparto audio spinto su uno dei titoli-evento più riconoscibili della saga. Il “piatto forte” arriverà poi a dicembre, quando Avengers: Doomsday è atteso in sala dal 16 dicembre anche in Infinity Vision.

Sul piano delle caratteristiche, Disney ha sintetizzato Infinity Vision attorno a tre pilastri: i più grandi schermi disponibili, proiezione laser per incrementare luminosità e nitidezza, e formati audio premium per un suono immersivo. Non sono state diffuse specifiche tecniche più granulari, dettaglio che lascia intendere un approccio più vicino alla definizione di una soglia qualitativa che a un ecosistema chiuso di apparecchi e standard proprietari.

Il tema della disponibilità, in questo caso, è già parte del racconto: negli Stati Uniti vengono indicate 75 sale già attrezzate per questa esperienza, mentre nel resto del mondo il conteggio comunicato è di circa 300. Non è stata resa pubblica una lista completa, ma è plausibile che il marchio Infinity Vision inizi a comparire nella comunicazione delle strutture che puntano sul “premium large format”, per rendere immediatamente riconoscibile l’esperienza al pubblico.

Intorno a Infinity Vision, inoltre, si è acceso un dibattito di posizionamento. Si discute del fatto che la mossa possa avere anche una componente di marketing legata alla finestra iniziale di distribuzione di Avengers: Doomsday negli IMAX statunitensi, dove nelle prime tre settimane il film non sarebbe presente per via della concorrenza in calendario con Dune Parte Tre (uno scenario indicato per il mercato USA, non necessariamente sovrapponibile al resto del mondo). Al di là delle letture, la traiettoria è chiara: Disney sta cercando di rendere più riconoscibile, e più “firmato”, il segmento delle proiezioni su schermi giganti al di fuori dei brand storici.

In parallelo, il film dovrebbe comunque approdare negli Stati Uniti anche su altri circuiti PLF, dai sistemi Dolby al panoramico ScreenX, fino alle soluzioni con feedback fisico o effetti ambientali come D-Box e 4DX. In questa geografia di sigle e standard, Infinity Vision mira a diventare un’etichetta-ombrello immediata: promette schermo al massimo della scala, laser e audio premium, senza presentarsi come un formato unico, ma come una garanzia di dotazione e resa.

Per il pubblico, la conseguenza pratica sarà soprattutto una: scegliere la sala non solo in base alla vicinanza, ma in base all’esperienza. E, almeno per l’avvio, la strada passa dagli Avengers, con Endgame a fare da ponte verso Doomsday, nel tentativo di trasformare il grande formato in un appuntamento riconoscibile quanto il film-evento stesso.

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