La stagione finale della serie di Eric Kripke riparte con un colpo che pesa sia nella mitologia dello show sia nel suo presente narrativo: Jensen Ackles riappare nei panni del super-soldato, figura ingombrante e irrisolta, legata a doppio filo al leader dei Seven. Nei primi due episodi, disponibili in streaming su Prime Video, la sua presenza non è un cameo di servizio, ma un detonatore.
Il punto di partenza è brutale e coerente con la logica spietata di The Boys: Patriota recupera Soldatino da un sito nero della CIA e lo “riporta” in attività. La serie non si sofferma su sentimentalismi; al contrario, trasforma subito quel rientro in un atto politico e militare. Patriota lo manda infatti a caccia di Billy Butcher, offrendo in cambio una promessa precisa: ripulire il suo nome e rimetterlo nei ranghi alti, addirittura come numero due nei Seven.

La proposta, però, ha un retrogusto chiarissimo. The Boys suggerisce che il vero obiettivo sia un altro: verificare se Soldatino possa sopravvivere al virus progettato per sterminare i supes. È una svolta che stringe la trama attorno al suo cuore tematico, quello scontro a somma zero tra potere e vendetta, propaganda e controllo, con Butcher disposto a spingersi verso soluzioni estreme pur di chiudere la guerra.
La cornice attorno a questa missione parla di un mondo ormai piegato. Dopo la fine della quarta stagione, Patriota è in posizione di forza, con il controllo del nuovo presidente degli Stati Uniti e un esercito di super. Nella stagione cinque, la serie spinge su quell’assetto: Hughie, Mother’s Milk e Frenchie finiscono rinchiusi in un “Freedom Camp”; Annie prova a organizzare una resistenza; Kimiko risulta introvabile. Nel frattempo, Butcher riemerge con l’intenzione di usare il virus anti-supe, innescando una catena di eventi destinata a cambiare tutti.

Dentro questa scacchiera, Soldatino diventa una pedina che nessuno riesce davvero a maneggiare senza scottarsi. La premiere lo mette in moto, lo incanala contro Butcher, poi spinge lo scontro su un terreno ancora più rischioso: la trappola preparata da Butcher e l’idea, concretissima, di testare il virus su un bersaglio che per Patriota è insieme risorsa e problema.
E quando la puntata sembra chiudere una porta, The Boys fa quello che sa fare meglio: ribalta il tono in un’ultima immagine che non lascia spazio a equivoci. Soldatino non è fuori dai giochi. L’ultima scena si concede una gag fisica che è anche dichiarazione d’intenti, con la “risalita” alla Undertaker che certifica un punto: qualunque sia la strategia di Patriota, e qualunque sia la disperazione di Butcher, Soldatino resta un fattore imprevedibile.

Sul fondo, intanto, si avvicina un elemento che ha già acceso l’attenzione del pubblico: la reunion in scena tra Jensen Ackles, Jared Padalecki e Misha Collins, trio storico di Supernatural, serie creata dallo stesso Kripke. I due guest star sono attesi nella stagione finale, ma la premiere chiarisce che l’apertura di questa corsa conclusiva passa prima dal ritorno del “padre” più tossico possibile nell’universo di The Boys.
L’ultima stagione si presenta come l’imbuto di tutte le linee narrative: Patriota al massimo della presa sul mondo, i Boys frammentati e imprigionati, Butcher pronto a giocare la carta del virus. In mezzo, Soldatino : tornato, arrabbiato, e abbastanza ingombrante da trasformare ogni piano in un boomerang.
