Pluribus torna a far parlare di sé con un’indicazione concreta sul calendario della stagione 2: le riprese dovrebbero partire in autunno. Non è ancora emersa una data precisa, ma l’orizzonte temporale, condiviso pubblicamente da una delle interpreti, offre un punto di riferimento ai fan dopo mesi di attesa e dopo la premessa, già chiarita dallo showrunner Vince Gilligan, che la serie non avrebbe necessariamente mantenuto una cadenza annuale.
A fornire l’aggiornamento è stata Karolina Wydra, volto di Zosia, uno dei personaggi legati alla diffusione del virus alieno che ha cambiato il mondo di Pluribus. Intervenendo in occasione del PaleyFest, l’attrice ha spiegato di non conoscere il giorno esatto del ritorno sul set, pur confermando la finestra autunnale. Nelle sue parole è emerso anche il legame umano e professionale con Rhea Seehorn, Samba Schutte e Carlos-Manuel Vesga, un elemento che racconta indirettamente quanto la serie punti su un nucleo compatto di personaggi e dinamiche.
Questo dettaglio produttivo incide anche sulle aspettative di uscita. La prima stagione ha debuttato a novembre 2025 e, con un avvio delle riprese collocato in autunno dell’anno successivo, l’arrivo dei nuovi episodi potrebbe ragionevolmente non concretizzarsi prima del 2027. In assenza di conferme ufficiali sul lancio, resta una stima prudente, ma coerente con i tempi usuali di sviluppo, post-produzione e distribuzione delle serie di alto profilo.
Sul piano narrativo, la stagione 2 ripartirà verosimilmente dalle conseguenze del finale della prima. Le scelte di Carol e Manousos, chiamati a confrontarsi con la minaccia della mente alveare, restano il cuore della posta in gioco. Nel quadro lasciato in eredità dall’ultimo episodio, la presenza di una bomba atomica può diventare un elemento decisivo, mentre Manousos è uscito di scena con informazioni cruciali sulle vulnerabilità degli infetti, materiale che potrebbe rivelarsi determinante nella nuova fase dello scontro.

Per Carol, la posta è anche personale: la scoperta che Zosia e la mente alveare dispongono dei suoi ovuli congelati senza il suo consenso, e il tentativo di prelevare le sue cellule staminali per trasformarla in una di loro, ridefinisce motivazioni e urgenza. È una linea narrativa che promette conseguenze dirette sul modo in cui il personaggio affronterà la guerra psicologica e biologica innescata dall’infezione.
In questo equilibrio instabile entra anche Koumba Diabaté, interpretato da Samba Schutte. La sua posizione è anomala: invece di scegliere apertamente la distruzione della mente alveare o l’adesione, il personaggio si muove lungo una traiettoria più ambigua, abbandonandosi ai piaceri con la consapevolezza che gli infetti farebbero di tutto per compiacerlo. Inoltre, viene indicato come l’unico individuo immune, oltre a Manousos, in grado di comunicare con Carol senza ostilità. Con la mente alveare impegnata a persuadere gli immuni a unirsi a essa, la scelta di Diabaté potrebbe pesare sugli sviluppi della stagione 2.
Per ora non sono stati annunciati nuovi ingressi nel cast. Resta però sullo sfondo un’indiscrezione leggera, non ufficiale: Bob Odenkirk ha accennato alla possibilità di un cameo. Al di là di eventuali apparizioni, Pluribus continua a mantenere un collegamento creativo evidente con il percorso di Vince Gilligan e con la presenza in primo piano di Rhea Seehorn, consolidando un asse che molti spettatori associano naturalmente all’eredità di Breaking Bad e Better Call Saul.
In attesa di comunicazioni ufficiali su calendario e uscita, l’unica certezza è che la macchina produttiva si starebbe rimettendo in moto. E, dopo un finale costruito per lasciare ferite aperte e nuove minacce in campo, l’autunno si profila come il primo vero segnale di ritorno per uno degli universi seriali più discussi del catalogo Apple TV+.












