Home CuriositàDune – Parte Due, l’elogio di Spielberg e l’attesa per il terzo film

Dune – Parte Due, l’elogio di Spielberg e l’attesa per il terzo film

Il regista di E.T. e Jurassic Park celebra il dittico di Villeneuve, con un’attenzione speciale per Parte Due, e conferma di aspettare il prossimo capitolo.

by Mauro Terrone

Steven Spielberg non ha mai nascosto la curiosità per il cinema contemporaneo, ma di rado si espone con una partecipazione così netta. Questa volta lo ha fatto parlando di Dune – Parte Due, il secondo capitolo diretto da Denis Villeneuve tratto dall’opera di Frank Herbert: un film che, nelle sue parole, entra direttamente nella sua personale “top list” della fantascienza.

Spielberg ha detto di aver amato i film di Dune, arrivando a definirli tra i suoi titoli sci-fi preferiti “non solo degli ultimi tempi, ma di sempre”, con una predilezione esplicita per il secondo. Un riconoscimento che pesa anche per un motivo semplice e verificabile: Spielberg è uno dei registi che più hanno inciso sull’immaginario cinematografico della fantascienza e dell’avventura, da E.T. a Incontri ravvicinati del terzo tipo fino a Jurassic Park.

L’ammirazione, però, non si ferma al risultato complessivo. Spielberg ha indicato Dune – Parte Due come il miglior film che Villeneuve abbia realizzato finora, aggiungendo di non vedere l’ora di assistere al terzo. È un passaggio importante, perché colloca il sequel non soltanto nella scia dei grandi spettacoli da sala, ma dentro un discorso più ampio: quello della fantascienza come cinema “maggiore”, capace di ambizione visiva e solidità autoriale insieme.

Non è neppure la prima volta che Spielberg si sbilancia sul film. Già nel 2024, dopo una visione in anteprima, aveva parlato di Dune – Parte Due come di uno dei film di fantascienza più brillanti che avesse visto, soffermandosi in particolare su una sequenza diventata centrale anche nel racconto pubblico del film: quella del verme delle sabbie, definita da lui come una delle cose più grandiose viste “in assoluto”. In quella circostanza, Spielberg aveva elogiato anche il casting e le scene di combattimento, indicando queste componenti come tra gli elementi più riusciti.

Messe in fila, le sue dichiarazioni delineano un quadro coerente: Dune – Parte Due non viene letto soltanto come un seguito riuscito, ma come un titolo che, per impatto e messa in scena, può aspirare a una collocazione “alta” nella storia recente del genere. E, al di là di qualsiasi graduatoria, l’effetto è evidente: quando un autore con quella filmografia attribuisce a un film contemporaneo un valore così definitivo, contribuisce a fissarne la reputazione nel dibattito cinefilo e nel percepito del grande pubblico.

Nella stessa conversazione, Spielberg ha toccato anche un altro tema, spostandosi su un terreno diverso: Weapons, il nuovo horror di Zach Cregger. Il regista ha spiegato di non aver ancora diretto un vero horror, pur avendo avuto più volte la tentazione di farlo; ma ha anche aggiunto che, quando si imbatte in un horror che ritiene davvero efficace, quella spinta può attenuarsi, quasi “soddisfatta” dall’esperienza da spettatore.

Resta un dettaglio curioso, almeno sul piano della percezione: pur senza etichette ufficiali, Spielberg ha firmato film considerati da molti spettatori particolarmente spaventosi, e il confine tra thriller, suspense e orrore nel suo cinema è stato discusso più volte nel tempo. Questa volta, però, il punto non è rimettere mano alle definizioni, bensì registrare il dato principale: per Spielberg, Dune – Parte Due è un riferimento immediato, un titolo da portare accanto ai suoi preferiti di fantascienza. E detto da lui, l’eco è destinata a durare.

Related Articles