Student Doc Fest torna con la sua sesta edizione a Roma e mette al centro il cinema del reale, chiedendo a ragazze e ragazzi delle scuole superiori non solo di guardare documentari, ma di imparare a leggerli, discuterli e raccontarli con strumenti critici.
Il progetto coinvolge studenti di nove Istituti Superiori della Capitale e si presenta come un percorso di esplorazione e orientamento al linguaggio audiovisivo, con l’obiettivo dichiarato di formare spettatori consapevoli. La struttura dell’iniziativa si muove su più livelli. Da una parte c’è la sezione “festival”: dodici documentari selezionati da una commissione di esperti, divisi tra sei titoli nazionali e sei internazionali. Le visioni avvengono all’Istituto Francese Centre Saint Louis, ogni lunedì pomeriggio, e sono pensate come un appuntamento continuativo, non come consumo rapido. Accanto alle proiezioni, infatti, il festival prevede momenti di confronto diretto: dopo i film, autori e autrici incontrano gli studenti per dialogare con loro.
La parte “critica” passa anche dalla scrittura. Gli studenti vengono coinvolti nell’elaborazione di recensioni con il sostegno del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). Il voto finale sui documentari è affidato a una giuria popolare composta dal pubblico degli studenti, chiamata a premiare due titoli.
Sul fronte della selezione italiana, l’apertura del concorso è avvenuta lunedì 16 febbraio con School of life di Giuseppe Marco Albano, presentato alla presenza del regista. Tra gli altri documentari italiani in programma figurano: Noi e la grande ambizione di Andrea Segre (proiezione prevista lunedì 2 marzo con la partecipazione della montatrice Chiara Russo); Las Leonas di Isabel Achaval e Chiara Bondi (16 marzo), dedicato al calcio giocato da donne migranti; Real di Adele Tulli (30 marzo), che attraversa gli estremi del digitale; Wider Than the Sky di Valerio Jalongo (20 aprile), che insieme a Real rientra nel blocco di visioni che interrogano effetti e potenzialità dell’intelligenza artificiale e del mondo dei robot; Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci (4 maggio), dedicato alla prima regista cinematografica italiana.

La selezione internazionale porta invece in sala titoli come No Other Land di Abraham, Adra, Ballal e Szor (in programma il 2 marzo), indicato come già premiato con l’Oscar per il miglior documentario; Copa 71 di James Erskine e Rachel Ramsay (16 marzo); Total Trust di Jialing Zhang (30 marzo); The Dialogue Police di Susanna Edwards (20 aprile); Annie Ernaux I miei anni Super 8 di Ernaux-Briot, lavoro legato alla figura di Annie Ernaux, Premio Nobel per la letteratura. All’elenco si aggiunge anche The Fire Within: a Requiem for Katia and Maurice Krafft di Werner Herzog, già proiettato nel percorso.
Student Doc Fest non si ferma alla visione e alla discussione: una seconda linea di lavoro è la formazione pratica, che coinvolge gli studenti nella realizzazione di cortometraggi. Questi lavori saranno poi valutati e premiati da una giuria di esperti. La chiusura, con la premiazione finale sia dei documentari sia dei cortometraggi realizzati dagli studenti, è prevista al Cinema Troisi l’11 maggio.
Nel perimetro del progetto rientrano anche due iniziative avviate “da quest’anno”. La prima è Student Doc Kids, dedicata alla scuola primaria con percorsi laboratoriali di alfabetizzazione al linguaggio audiovisivo. La seconda è Student Doc Prof: un workshop gratuito rivolto alla formazione di facilitatori e coordinatori di progetti audiovisivi nelle scuole. L’avvio indicato è il 12 marzo, dalle 15.30 alle 18.30, presso la libreria Erickson di Viale Etiopia a Roma; il corso risulta accreditato sulla piattaforma ministeriale Sofia.
Dietro la formula del festival, in sostanza, resta una promessa semplice ma impegnativa: spostare lo sguardo degli studenti dal “mi piace/non mi piace” a un confronto più argomentato, dove il documentario diventa un terreno di osservazione del presente e, allo stesso tempo, un esercizio concreto di linguaggio audiovisivo, scrittura e cittadinanza attiva.
