Jason Bourne si prepara a ripartire, ma non con il volto che ha segnato l’identità moderna del personaggio.
Il prossimo capitolo dell’universo Bourne viene sviluppato come un rilancio che, a quanto emerge dalle indiscrezioni circolate in queste ore, non prevederebbe il ritorno di Matt Damon. Il progetto si muove nel perimetro di un possibile reboot, quindi un reset pensato per rimettere in moto il marchio e renderlo di nuovo centrale nel cinema di spionaggio. Universal, che nel marzo scorso ha riacquisito i diritti della saga, avrebbe in agenda un annuncio sul futuro del franchise: un passaggio non banale per una serie che, in cinque film, ha raggiunto 1,64 miliardi di dollari d’incasso globale.
Sul fronte creativo, una versione recente della sceneggiatura sarebbe firmata da Joe Barton, noto per il lavoro su Black Doves. In precedenza, Edward Berger aveva espresso interesse per la regia, chiarendo però che l’idea di mettersi al timone era legata alla possibilità di “aggiungere qualcosa di nuovo” alla saga e al coinvolgimento di Damon. In questo scenario, l’assenza dell’attore rende ancora più evidente che la direzione scelta possa essere quella di una rifondazione.

Il peso del confronto con il passato è inevitabile. The Bourne Identity, The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum restano i capitoli più celebrati, mentre i due successivi hanno raccolto un’accoglienza più tiepida, raffreddando l’entusiasmo attorno all’ipotesi di un sesto film in continuità. L’ultima apparizione del personaggio, al cinema, risale infatti al 2016 con Jason Bourne, che segnò anche il ritorno di Paul Greengrass alla regia e superò comunque i 400 milioni di dollari al botteghino mondiale.
Il punto, adesso, è tutto nel cambio di testimone: se la ripartenza sarà davvero un reboot senza Damon, la domanda diventa industriale e narrativa insieme, perché Bourne non è solo un nome, ma un tono, un ritmo, un modo di mettere in scena l’azione e la paranoia contemporanea. Universal potrebbe aver già individuato un nuovo protagonista, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali sul casting.
Nel frattempo, il rilancio di Jason Bourne si inserisce in un contesto in cui il cinema di spionaggio resta dominato dai grandi brand. Bourne, spesso indicato come il secondo franchise del genere per popolarità dopo James Bond, potrebbe perfino tornare in sala prima del prossimo 007 diretto da Denis Villeneuve. Tempistiche e dettagli restano da ufficializzare, ma la rotta sembra tracciata: ripartire da zero, accettando il rischio più grande, quello di farlo senza l’attore che ha reso Bourne un’icona degli ultimi vent’anni.
