Bryce Dallas Howard, parlando della seconda stagione di Ahsoka, sembra avere pochi dubbi su quale delle due sensazioni le sia rimasta in mano. In un’intervista rilasciata a The Popverse e ripresa in queste ore, l’attrice e regista ha raccontato brevemente il suo lavoro su Ahsoka stagione 2, confermando un dato importante: le riprese si sono ufficialmente concluse. Il debutto, però, è ancora lontano. La serie con Rosario Dawson nei panni dell’ex Jedi più amata dell’animazione di Star Wars non arriverà subito: la stagione 2 è attesa su Disney+ nel corso del 2026.
Eppure, nonostante l’attesa, Howard ha scelto di parlare soprattutto di emozioni. E lo ha fatto con una leggerezza quasi comica, come se volesse fissare in tre parole l’atmosfera respirata sul set: “Fun, fun and more fun”. Poi l’affondo, molto più netto, che spiega perché questa esperienza stia già facendo rumore tra i fan: dirigere Ahsoka 2 è stato “il momento più divertente che abbia mai vissuto nella mia vita adulta”. E, con una frase che sa di diario di produzione, ha aggiunto: “Quest’estate è stata magica”.
Per Bryce Dallas Howard non si tratta di un semplice ritorno in una galassia che conosce bene: è l’ennesimo tassello di un percorso registico che l’ha resa una presenza sempre più riconoscibile nel live-action di Star Wars. In passato ha firmato episodi di The Mandalorian, The Book of Boba Fett e Skeleton Crew. In Ahsoka, invece, non figurava tra i registi della prima stagione: l’ingresso nel team creativo avviene adesso, con la conferma che dirigerà due episodi della seconda stagione.
Quando il discorso si sposta su ciò che la affascina del lavorare dentro questo universo, Howard rivendica un approccio preciso: ogni volta che ha avuto l’occasione di dirigere in Star Wars, dice, ha potuto esplorare “sfaccettature diverse” della saga. Porta esempi concreti, da addetta ai lavori che sa riconoscere il peso dei dettagli: la cultura mandaloriana, la possibilità di “giocare con la Darksaber”, la “nuance” delle tecniche, quel livello di micro-mitologia che trasforma un oggetto o un rituale in identità.
Con Ahsoka, inevitabilmente, il baricentro cambia. Qui entrano in scena i Jedi… o forse no, come lascia intendere lei stessa con una cautela volutamente ironica: “E con Ahsoka, naturalmente, ci sono i Jedi — o, forse Jedi…”. È in quel “forse” che si intravede la sua disciplina. Howard racconta di essersi ripetuta sul set: “Sono nuova della Forza! Sono nuova della Forza!”, spiegando il motivo con una frase che è anche una dichiarazione di metodo: non voleva “inventare nulla sul momento” che non fosse già parte del tessuto narrativo e simbolico di Star Wars. In altre parole: niente virtuosismi gratuiti, niente “reinventare la ruota”, ma rispetto della grammatica interna della saga.
Il quadro produttivo della stagione 2, intanto, si completa con alcune note di casting e worldbuilding. Il nuovo ciclo di episodi vedrà ancora al centro Rosario Dawson, con Mary Elizabeth Winstead tra i volti principali citati. Sul fronte dei ritorni, però, c’è un’assenza: Claudia Black non sarà nella seconda stagione, dopo aver interpretato la Grande Madre Klothow su Peridea. Al tempo stesso, una delle attrici che ha vestito i panni di un’altra Nightsister nella prima stagione ha anticipato che le Sorelle della Notte verranno approfondite ulteriormente nella serie, suggerendo quindi un’espansione del loro spazio narrativo.
In attesa di capire come Ahsoka stagione 2 rimetterà in movimento i suoi equilibri — tra eredità Jedi, ambiguità della Forza e ombre che arrivano da Peridea — una cosa, almeno, sembra già fissata come una luce di scena: per Bryce Dallas Howard questa avventura non è stata solo un lavoro ben riuscito. È stata, letteralmente, la cosa più divertente che abbia mai fatto.












