Il cinema dei supereroi ha una regola non scritta: quando un personaggio secondario conquista il pubblico, gli si costruisce un mondo attorno.
È successo con Peacemaker dopo The Suicide Squad, con il Pinguino dopo The Batman, e ora sta per accadere con Jimmy Olsen. Il fotoreporter del Daily Planet interpretato da Skyler Gisondo nel recente Superman di James Gunn è diventato uno dei personaggi rivelazione del film, e i DC Studios non hanno perso tempo.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, lo studio sta lavorando allo sviluppo di uno spin-off televisivo dedicato proprio a Jimmy Olsen. Il progetto, intitolato DC Crime, rappresenterebbe la terza serie derivata da un film dei DC Studios, confermando una strategia produttiva che sta dando frutti sia in termini di continuità narrativa che di espansione dell’universo condiviso.
Ma cosa rende questa notizia particolarmente intrigante? Il formato. DC Crime non sarà una classica serie superoeroistica, ma una docuserie true crime nella quale Jimmy Olsen e altri giornalisti del Daily Planet indagheranno su casi che coinvolgono metaumani malvagi. Un approccio narrativo che promette di guardare all’universo DC da una prospettiva inedita, quella del giornalismo investigativo che si scontra con il crimine sovrumano.
A guidare il progetto ci sarebbero Dan Perrault e Tony Yacenda, gli ideatori di American Vandal, serie che ha dimostrato come il formato mockumentary possa funzionare anche quando applicato a contesti apparentemente lontani dal documentario classico. La loro sensibilità nel mescolare ironia, suspense e narrazione procedurale potrebbe essere l’ingrediente perfetto per raccontare le indagini di un giovane reporter che si trova a documentare crimini che sfidano ogni logica umana.
La prima stagione di DC Crime si concentrerebbe su uno dei villain più iconici dell’universo DC: Gorilla Grodd. Questo gorilla gigante dotato di intelligenza superiore e poteri telepatici è storicamente un nemico di Flash, apparso per la prima volta nei fumetti nel 1959. La scelta non è casuale. James Gunn, regista e sceneggiatore di Superman oltre che co-presidente dei DC Studios, ha dichiarato la scorsa estate in un’intervista con Entertainment Weekly: “Adoro Gorilla Grodd e ho dei progetti per quel tizio”. Evidentemente, quei progetti stanno prendendo forma.
Gorilla Grodd non è nuovo agli adattamenti televisivi. È stato uno degli antagonisti ricorrenti nella serie The Flash di The CW, dove è stato doppiato da David Sobolov. Tuttavia, l’approccio documentaristico di DC Crime potrebbe offrire una lettura completamente diversa del personaggio, esplorando le implicazioni sociologiche e giornalistiche di un crimine commesso da un’entità che sfida le categorie tradizionali di colpevolezza e responsabilità.
Nel film Superman, Jimmy Olsen si è ritagliato uno spazio significativo nonostante il ruolo di supporto. Lo abbiamo visto cercare informazioni su Lex Luthor dalla sua informatrice confidenziale Eve Teschmacher, interpretata da Sara Sampaio, schivando nel contempo le sue avances romantiche. Quel mix di ingenuità, determinazione e capacità di finire sempre nel posto sbagliato al momento giusto lo rende il protagonista ideale per una serie che vuole esplorare il lato investigativo dell’universo DC.
Al momento non è chiaro se altri personaggi del film appariranno nella serie, ma sembra già esclusa la presenza di Clark Kent e Lois Lane, interpretati rispettivamente da David Corenswet e Rachel Brosnahan. Una scelta comprensibile: DC Crime deve trovare la propria identità, e ancorarla troppo ai protagonisti del film madre rischierebbe di relegare Jimmy Olsen nuovamente a ruolo di spalla.
Il successo di Superman al botteghino sta chiaramente incoraggiando i DC Studios a espandere le trame del film seguendo il modello già collaudato con The Suicide Squad e The Batman. La differenza, questa volta, sta nell’approccio di genere. Mentre Peacemaker è una commedia action e The Penguin un crime drama classico, DC Crime punta su un ibrido tra true crime e fantasy investigativo che potrebbe aprire nuove strade narrative.
Il mondo dei supereroi è saturo di storie su chi combatte il crimine. Forse è arrivato il momento di raccontare chi lo documenta, chi cerca di dare un senso al caos, chi trasforma l’incredibile in notizia. Jimmy Olsen, con la sua macchina fotografica e il suo taccuino, potrebbe essere l’eroe improbabile che il pubblico sta aspettando senza saperlo.
